Sento un gran parlare di complottisti, poteri forti, delegittimazione del parlamento, ma parliamoci chiaro, Il governo Berlusconi IV che politiche stava attuando? Dico a parte i tagli, tagli che farà sicuramente anche Monti, visto che attualmente è l’unica soluzione che possa portare sicurezza, almeno numericamente sulle finanze dello stato italiano.
Io non sono un fanboy di Monti, non credo abbia la bacchetta magica e possa risolvere in pochi mesi i problemi che affliggono l’Itala orma da decenni e so bene quanto voi che l’Italia è stata commissiarata dall’Europa, perchè un fallimento dell’Italia avrebbe trascinato con se l’Euro con tutta l’Europa, che poi non sono cosi sicuro che sarebbe stato un male.
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Ma chiediamoci il perchè siamo stati commissiariati, perchè abbiamo troppo debito? No. Perchè lo spread è troppo alto? No. O forse perchè siamo praticamente in recessione ormai da anni e quindi le possibilità di pagarlo questo debito sono sempre più basse? Qui sta, secondo me, il punto della questione.
Quindi, a parte i tagli, dov’era questa visione globale del sistema italia? Questi progetti per il rilancio dell’economia italiana? Il nucleare e le grandi opere? Ma per carità, siamo un paese che vive di piccole e medie imprese, di artigianato, di turismo, di agricoltura, di prodotti alimentari, e sono tutti settori che nel corso degli ultimi 10 anno sono stati vessati ed abbandonati a loro stessi.
Sarà anche una visione semplicistica dell’ attuale situazione ma credo che le risorse derivanti da questi tagli non possono essere ancora buttato nel buco nero del debito pubblico come fatto sino ad ora. Qualcosa deve essere immesso nell’economia e cercare di far ripartire il mondo del lavoro. Lavoro normale, con un minimo di stabilità e pagato il giusto. Perchè se non c’è lavoro, non ci sono soldi da spendere è cosi semplicemente banale.
Non credo possa certo essere io, comune mortale, ad avere la risposta a questa situazione ma ci sono delle cose che secondo me potrebbero essere fatte in tempi medio/brevi che potrebbero portare giovamento a diversi settori.
Si potrebbe cominciare con un programma di ristrutturazione, riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici (siamo un paese soggetto a terremoti e la resistenza degli edifici gli ultimi episodi sismici l’abbiamo vista). In questo modo migliorerebbe la qualita degli edifici scolastici e si stimolerebbe il mercato dei costruttori edili, invece di cementificare pesantemente il territorio. Cementificazione che poi porta a dissesti idrogeolocici catastrofici. Genova, le alluvioni in veneto ed ultima in ordine di tempo quella nel messinese hanno, anche li, messo in evidenza l’inadegutezza della prevenzione delle cause di questi disastri.
Si rimetterebbe in movimento del denaro, si creerebbe lavoro sia dalla realizzazione delle opere stesse che dall’indotto creato ed in più, cosa ancora più importante, con un lavoro costante di prevenzione sul territorio si eviterebbero morti e distruzione da eventi che non sono sicuramente prevedibili come terremoti e alluvioni. Anche se ultimamente mi domando se veramente c’è qualcuno interessato ad evitarli…
“Per forza: è molto più vantaggioso il business del disastro che non quello della prevenzione, si fanno molti più affari con la ricostruzione – grazie al decisivo peso della legislazione d’emergenza – che non con la manutenzione programmata (quindi più esposta a regolari controlli). A pensar male…”
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