Come alcuni sanno da ottobre dell’anno scorso mi occupo di pulizie, lavorando con i miei genitori nell’impresa di pulizie che abbiamo da diversi anni.
Lavoriamo un po dappertutto, uffici, ristoranti, residence, alberghi ma soprattuto lavoriamo nei condomini molti dei quali solamente nei periodi estivi. Ed è proprio li che si raggruppo il 99% dei rompiballe credo dell’intero universo…un accozzaglia di gente rompiballe e pidocchiosa….ma soprattuto triste, triste dentro.
Gente che si attacca a tutto pur di non pagare le spese di condominio, posso capire che si, ci sono spesso degli amministratori che se ne fregano del condominio e lasciano andare tutto in malora, ma IO povero cristo che vengo a pulire che cosa c’entro?
C’è gente che si lamenta che puliamo poco spesso, altri che si lamentano che andiamo troppo spesso, altri ancora che, addirittura, si lamentano che quando finiamo il pavimento è bagnato….è normale che è bagnato..ho appena passato lo straccio IDIOTA. Altri ancora che si lamentano che le pulizie delle scale devono essere fatte da delle donne, perchè secondo la loro piccola mente ottusa un uomo non sa pulire com una donna…in altri ancora dove gli extracomunitari non possono andare a pulire, liquidando la questione con: Noi le persone di colore non ce le vogliamo qui… senza neanche tenere conto della qualità del lavoro svolto.
Mi pongo due grandi domande, la prima è:
Di solito quando si vanno a pulire le scale condominiale si va di mattina presto e raramente si incontra qualcuno, questa gente che cosa fa? Si apposta dietro la porta in attesa del nostro passaggio e poi va a controllare?
La seconda: Ma questa gente non ha niente di meglio di fare che stressare la vita alla povera gente che lavora?
Alla prima domanda posso rispondere io. Si c’è gente che si apposta dietro la porta e ti compare alle spalle per lamentarsi o per controllare, è una cosa che ho visto accadere di persona. Persone alle quali con maniere quasi sempre educate e gentili è stato spiegato perchè il alvoro veniva fatto in un determinato modo.
Alla seconda posso solo pensare che la vita di queste persone deve essere proprio triste e per far sentire meglio il loro povero EGO si sfogano con persone che loro ritengono “inferiori” . E li ti sbagli cara persona con il miniEGO che si sente un SuperEGO solo rompendo i maroni, perchè io sono caro e buono ma se esageri, rischi una sequela di insulti non da poco e se continui c’è anche il rischio che giro la scopa e te la dò dietro i reni!!!
Tramite Storie Spaziali , vengo a sapere che lo INAF-IASF di Bologna sta per chiudere i battenti. Grazie a sempre maggiori tagli ai fondi ed al precariato della ricerca.
Per manifestare contro questa situazione, l’area di ricerca di Bologna ha indetto una manifestazione:
La Ricerca Calpestata
La ricerca calpestata è un’iniziativa che si propone di portare in piazza i ricercatori italiani per raccontare al pubblico la ricerca nel nostro paese: il suo fascino, i risultati, le difficoltà con cui ha sempre convissuto e le attuali prospettive. Teatro di questa iniziativa sarà la Piazza Maggiore di Bologna, tappezzata con le foto dei ricercatori italiani che, in un futuro ormai prossimo, perderanno il loro lavoro.
L’altro giorno leggevo questo interessante punto di vista sull’evoluzione umana, intesa come adattamento ai cambiamenti del mondo che ci circonda, ma nell’attuale situazione è l’uomo che cambia il mondo, quindi l’evoluzione nel senso darwiniano è ferma o enormemente rallentata. E secondo alcuni studi addiritturafinita.
Mentre quella di altre specie animali, a parte quelle che stiamo estinguendo, si adatta come questi pesci, che sono stati osservati in giappone ad 8 km di profondità, e dai primi studi, si pensa che debbano aver sviluppato modifiche fisiologiche a livello molecolare per sopravvivere a quella profondità.
Oggi ho invece visto questo video:
E praticamente alla fine del video si intuisce che con l’attuale sistema di produzione e sistema economico modifichiamo il nostro mondo ad una velocità esagerata, non controllata e non sostenibile e, soprattuto, in modo tale da creare fattori negativi per la nostra evoluzione.
Si parla di salvare il pianeta dal buco dell’ozono, dall’effetto serra, dai cambiamenti climatici ma secondo me la terra non ha bisogno di essere salavata. Forse c’è bisogno di ricordare che la Terra esiste da 4,65 miliardi di anni e nel corso della sua vita ha visto milioni di esseri viventi differenti calpestare la sua superficie, esseri che hanno passato molto più tempo di noi sul pianeta ma che alla fine si sono estinti? Noi siamo comparsi sul pianeta come Homo Sapiens non più di 100.000 anni fa, praticamente siamo dei neonati. Credo che alcuni fenomeni di cambiamento della terra non siano controllabili, ma altri sono influenzabili, come ad esempio il clima, ne abbiamo avuto una prova dai cambiamenti climatici che ci sono stati negli ultimi 50 anni.
Torno a ripetere che la terra non ha bisogno di essere salvata, quando avremo fatto troppi danni, la Terra ci cancellerà come è avvenuto per altre specie animali. Per questo credo che non sia intelligente da parte dell’uomo continuare in questa direzione, distruggendo le risorse che ci hanno permesso di sopravvivere 100.000 anni sul nostro, attualmete, poco amato pianeta.
“Quando avranno ammazzato l’ultimo bisonte, tagliato l’ultimo albero, pescato l’ultimo pesce, inquinato l’ultimo fiume, si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”
Sono sicuro che nessuno si è dimenticato che il 2008 è l’anno della Patata e che soprattutto La FAO e le Nazioni Unite avevao indetto un concorso fotografico.
Oggi sono stati pubblicati i nomi e le foto dei vincitori, vi ricordo che c’erano due categorie, i professionisti e gli amatori.
Speravo nella presenza di un italiano, magari un abruzzese, nella lista dei vincitori visto che la coltivazione della patata nel Fucino copre circa 4000 ettari con una produzione annua fino a 2 milioni di quintali e vagando in rete ho anche scoperto che le patate del Fucino stanno per essere tracciate tramite RFID.
Ma purtroppo non si può avere tutto dalla vita e tanti complimenti ai vincitori del concorso
Ultimamente mi capita capita spesso di perdermi nei meandri della mia testa e ripensare ad azioni passate, agli errori commessi, alle cose giuste fatte e a tutte le scelte che mi hanno portato essere il me stesso attuale.
Mi capita spesso di pensare a delle frasi non dette, situazioni in cui per quieto vivere si lascia correre, ma sono sassolini nelle scarpe che a lungo andare creano non poco fastidio alla mia psiche.
Nella maggior parte dei casi sono sempre riuscito a dire quello pensavo, cercando in alcuni casi di non essere troppo brusco. In altri casi no, perchè non sono riuscito ad addolcire i toni, perchè quello che avevo da dire era troppo violento e comunque l’interlocutore dall’altra non avrebbe capito.., oppure perchè non si trovava mai l’occasione giusta o non si voleva trovare. Ripensandoci mi viene sempre il dubbio se avessi detto quello che pensavo veramente sarebbe cambiato qualcosa?
Le cose sarebbero andate diversamente?
Forse sul momento mi sarei sfogato e sentito meglio, ma sono quasi sicuro che poco sarebbe cambiato, poichè tutti quei sassolini incompiuti erano rivolti a persone al di fuori della mia vita e non sarebbero andate a modificare il mio piccolo universo, ed alla fine si sono trasformati in sabbia e soffiati via dal vento del tempo.
Le cose sarebbero andate nello stesso modo, magari con qualche insulto in più e qualche pugnetta mentale di meno ma la situazione finale sarebbe rimasta la stessa, se non peggiorata, in qualche modo, con qualche conoscente in meno e qualche nemico in più.
Ricomincia il Sarkia-Social :D, dopo il NapoliPizzaBeta mi dirigo verso il Materacamp 2008. Dove avrò finalmente l’onore e il piacere di conoscere Clarita, praticamente uno dei primi blogger che ho iniziato a seguire dopo il mio arrivo nella blogosfera .
La squadra abruzzese in questo evento è numerosa , Maxime lo troveremo direttamente tra i Sassi i MainardiBros, questa volta tre! ed Anthony li incontrerò direttamente sul posto, e sul Wiki leggo anche la presenza di alcune vecchie e nuove conoscenze con le quali non vedo l’ora di scambiare quattro chiacchiere